31 dicembre 2008

Felice Anno Nuovo e ... nei festeggiamenti non scordatevi di loro :-)

24 dicembre 2008

Aguri di un Felice e Sereno Natale

Auguro a chi non sogna
un nuovo sogno.
A chi non spera
una nuova speranza.
A chi odia
la capacità di amare.
A tutti quanti un sereno Natale.

03 dicembre 2008

Il futuro è già qui !

Sensazionali immagini di una tecnologia "futuristica" già presente :-)
Clicca sul video per avviarlo.
Clicca sulle 4 freccie divergenti (in basso a destra) per vederlo a tutto schermo.



g-speak overview 1828121108 from john underkoffler on Vimeo.

14 novembre 2008

Contro la legge ANTIBLOG

vai al gruppo su FaceBook Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera

Contro il DDL anti-Blog presente alla Camera (DdL C. 1269)

Dalla commissione Cultura della Camera arriva un nuovo disegno di legge (DdL C. 1269) che obbligherebbe molti blog ad iscriversi al registro dei comunicatori con la possibilità di essere perseguiti per i reati a mezzo stampa. Un anno fa ci provarono con il DDL Levi-Prodi che facemmo ritirare. Ora ci riprovano, nel silenzio assoluto dei media.

Sono state aperte 2 petizioni online
Firma le petizioni online:
Quil link del gruppo su facebook

02 novembre 2008

È uscita la versione inglese del libro PC da Zero



Sull'onda del successo del libro PC da Zero - Guida facile e pratica per usare il computer
[ I download complessivi della prima e seconda versione superano le trentamila unità ]
è nato PC FROM ZERO - Easy and practical guide to use the computer

Per ora acquistabile solo su lulu.com
Support independent publishing: buy this book on Lulu.

31 ottobre 2008

Guida e test per conoscere la posizione geografica degli stati del mondo


Quanti sono gli stati del mondo ?
Quali sono e ... cosa ancor più ardua dove si trovano ?
Qui su Wikipedia c'è una esauriente guida:

Cliccando sul relativo nome, verrà aperta una scheda dove viene indicata anche la posizione geografica del paese.

Per verificare poi, la propria conoscenza geografica degli stati,
- vai su questo link: www.gamedesign.jp/flash/worldmap/worldmap.html
- clicca su Start
- leggi in basso lo stato da cercare nella mappa
- clicca sulla mappa la posizione in cui si trova (hai 20 secondi di tempo)
Se necessario, usa il comando zoom (posto a sinistra) per individuare meglio gli stati più piccoli.

26 ottobre 2008

L’e-book più scaricato in Italia, da lulu.com


Ieri, inserendo il mio nome nel motore di ricerca http://www.123people.com/
ho scoperto questi articoli:
http://www.lamianotizia.com/
http://italianpress.blogspot.com/
http://www.booksblog.it/

Dove viene segnalato che:
"l’e-book più scaricato in Italia è il libro gratuito Pc da zero di Gianni Crestani, che potete trovare a questo link. Ben 17.000 sono stati gli utenti a scaricare la prima edizione del testo online."


05 ottobre 2008

Obbiettivo Scuola - Diritto all'educazione per i bambini di strada

Milioni di bambini vivono e lavorano in strada. Milioni di bambini a cui sono negate l'infanzia e la speranza in un futuro migliore. Ogni bambino ha diritto all'istruzione. Per milioni di bambini la scuola è un sogno, aiutaci a realizzarlo.

Firma anche tu la petizione



Io sono presente
Gianni Crestani

03 ottobre 2008

Scenari inquietanti sull'energia Nucleare



«Arrivai al reattore alle 6 del mattino. L'esplosione era avvenuta all'1.23. Non ne sapevo niente e all'alba uscii di casa per raggiungere la centrale. Sull'autobus si parlava di un guasto ma nessuno sapeva. Solo quando calpestai la graffite contenuta nei locali dove avviene la reazione capii. Cominciai subito a lavorare con la mia squadra di elettricisti per rimettere in funzione le turbine. Fummo i primi ad arrivare da fuori, fino ad allora erano intervenuti i colleghi di turno e i vigili del fuoco.» [Anatoly Kolyadin, 57 anni]

Anatoly perde la pelle delle gambe tre volte all'anno, soffre di dolori alle articolazioni e fulminanti emicranie. E' uno dei rari sopravvissuti a Chernobyl, anche se in quelle ore assorbì una quantità di radiazioni mai calcolata. Le prime squadre dei pompieri semplicemente si dissolsero nel giro di qualche settimana. Oltre quattromila morti secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma la vera cifra non si saprà mai. Il reattore venne chiuso in un sarcofago di cemento, per bloccare la fuga radioattiva. Oggi quel sarcofago sta già cedendo.


fonte: http://www.youtube.com/watch?v=3IJ8MOMNCFw

28 giugno 2008

Le bellissime poesie di Nazim Hikmet

Leggo poesie raramente, ma qualche anno fa, in una libreria, ho aperto per caso un libro di Nazim Hikmet e ... sono stato incantato dalla bellezza e chiarezza delle sue poesie.

Ve ne propongo alcune qui:

Il più bello dei mari
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Amo in te
Amo in te
l'avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l'impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.
amo in te l'impossibile
ma non la disperazione.

Anima mia
Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s’affonda nell’acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni
ti accoglierà
anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell’arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.

03 giugno 2008

I 18 principi fondamentali del Dalai Lama

1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2) Quando perdi, non perdere la lezione.

3) Segui sempre le 3 "R": Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8) Trascorri un po' di tempo da solo ogni giorno.

9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12) Un'atmosfera amorevole nella tua casa dev'essere il fondamento della tua vita.

13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14) Condividi la tua conoscenza. E' un modo di raggiungere l'immortalità.

15) Sii gentile con la Terra.

16) Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l'uno dell'altro.

18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

21 maggio 2008

La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate !

La maggior parte delle persone, pur non sapendolo, sono addormentate. Sono nate dormendo, vivono dormendo, si sposano dormendo, allevano figli dormendo, muoiono dormendo senza mai svegliarsi. Non arrivano mai a comprendere la bellezza e lo splendore di quella cosa che chiamiamo esistenza umana.
Anthony De Mello da "Messaggio per un'aquila che si crede un pollo"

Clicca sulla freccetta nera in basso per avviare il video.



La storia delle cose - Chiara e semplice Annie Leonard, doppiata in italiano, racconta la storia delle cose e spiega perché siamo tutti diretti contro un muro

11 maggio 2008

Recensione del sito pcdazero.it nella newsletter del Comune di Venezia


La Newsletter VeNetiaNEWS, ogni settimana segnala ai lettori gli eventi più significativi della settimana e propone, nella rubrica Dulcis in fundo, curata da Anna Bardella, la recensione di un sito internet di particolare interesse.
Nel numero della settimana dal 24 al 30 aprile il sito preso in considerazione è stato www.pcdazero.it

DULCIS IN FUNDO
Pc da zero

Ricordate la trasmissione televisiva degli anni 60 dal titolo "Non è mai troppo tardi", in cui il celebre maestro Manzi insegnava a leggere e a scrivere agli italiani che avevano superato l'età scolare?
Con questo stesso spirito Gianni Crestani, a lungo insegnante in una scuola serale, ha realizzato nel 2004 pcdazero.it, un sito dedicato a tutte le persone che si avvicinano per la prima volta al mondo dell'informatica.
I materiali sono raccolti in vere e proprie lezioni, suddivise per difficoltà, scritte in un linguaggio semplice ma preciso, per scoprire, ad esempio, la differenza tra hardware e software, cos'è un sistema operativo, come si gestiscono file e cartelle o come usare i comandi rapidi da tastiera.
Oltre agli elementi "base" il sito offre anche lezioni specifiche sul sistema operativo Windows, sui principali programmi del pacchetto Office, sulla navigazione in internet, sull'uso della posta elettronica. Non manca neppure una guida passo passo per la creazione e la gestione di un blog.
Molte delle informazioni sono disponibili anche sotto forma di brevi video-lezioni, sicuramente utili per diminuire gli svantaggi della lettura a monitor e facilitare l'apprendimento.
Il sito offre infine un elenco di programmi gratuiti scaricabili dalla rete, corredati da una sintetica descrizione che ne illustra l'utilizzo, ed una ricca sezione Siti utili, con decine di link suddivisi per categoria, da Motori di ricerca a Prenotare hotel online, da Traduzione delle lingue a Dove pubblicare un sito web.
DA NON PERDERE: i Test di pcdazero.it, per mettervi alla prova, verificare le vostre conoscenze informatiche e… divertirvi!

Visita il sito www.pcdazero.it

ab

17 aprile 2008

Ascoltare musica online con musicovery

Musicovery.com è una piattaforma molto intuitiva dove è possibile ascoltare musica.
Se ti registri (gratuitamente) è anche posssibile salvare con un clic le canzoni preferite e riascoltarle, creando una scaletta musicale personalizzata.

1 - clicca su un genere musicale, ad esempio clicca su rock
2 - scegli il periodo cliccando sugli anni: 50s o 60s o 70s o 90s o all
3 - clicca sul tipo di "umore" musicale: calm o dark o energetic o positive o sfumature diverse.
Verrà avviata una canzone.
Se la trovi di tuo gradimento (e se ti sei registrato e loggato)
4 - clicca sul cuoricino rosso.
Verrà cosi aggiunta nella compilation che potrai riascoltare cliccando sulla scheda Me.
5 - Naviga nella finestra principale trascinando la schermata con il mouse.
6 - Scopri le altre opzioni della piattaforma.
L'interfaccia è particolarmente intuitiva e non ti sarà difficile prendere "confidenza".

15 aprile 2008

Avviato il progetto per non-vedenti Primi passi con il PC

Gianni Crestani (il sottoscritto), e Leonardi Paolo autore del sito manualissimo.it hanno avviato il progetto Primi Passi con il PC che consiste nel rendere fruibile ai non-vedenti le lezioni base del sito pcdazero.it per imparare ad usare il computer.

Inoltre, sul blog manualissimo.it si potranno scoprire diversi trucchi per velocizzare molte operazioni usando solo la tastiera. Un validissimo strumento quindi, anche per i vedenti.

30 marzo 2008

Nati per vincere


VINCENTI E PERDENTI

« Non puoi insegnare qualche cosa a un uomo.
Puoi solo aiutarlo a scoprirla dentro di sé »
(Galileo)

Ogni essere umano nasce come qualcosa di nuovo, qualcosa di mai esistito prima. Ognuno di noi nasce con la capacità di vincere la vita. Ognuno ha un suo modo originale di vedere, ascoltare, toccare, gustare e pensare. E dunque ognuno — uomo o donna — ha un suo proprio irripetibile potenziale di possibilità e di limiti. Può essere espressivo, pensante, consapevole, creativo, può essere produttivo: in altri termini, un vincente.
Le parole "vincente" e "perdente" hanno molti significati. Quando qui diciamo di uno che è un vincente non intendiamo uno che fa perdere gli altri. Per noi, vincente è chi reagisce in modo autentico, chi è credibile, degno di fiducia, sensibile, genuino sia come individuo sia come parte della società. Un perdente e uno che non riesce a reagire con autenticità.
E' quello che intendeva Martin Buber con l’esempio del rabbino a cui sul letto di morte venne chiesto se era pronto ad andare all’altro mondo. « Sono pronto, disse il rabbino, perché dopo tutto non mi verrà chiesto: Perché non sei stato Mosè?, ma solo: Perché non sei stato te stesso? ».
Pochi sono vincenti o perdenti al cento per cento. E piuttosto questione di gradi, e nell’atto stesso in cui uno si mette in azione per essere un vincente le sue possibilità di diventarlo , aumentano.
Scopo di questo libro è facilitare il cammino.

VINCENTI
Ogni vincente ha diverse potenzialità di vittoria. Ma questa non sta nel successo ma nell’autenticità. Una persona autentica vive la propria realtà conoscendo se stesso, essendo se stesso, diventando sempre più credibile e sensibile.
Le persone autentiche realizzano la propria irripetibile individualità personale e apprezzano quella degli altri. Le persone autentiche — i vincenti — non dedicano la loro vita a fabbricarsi una propria immagine ideale di se stessi. Semplicemente, sono se stessi; e appunto per questo non sprecano né a recitare una parte né a simulare né a manipolare gli altri. I vincenti sono in grado di farsi conoscere per quello che sono anziché proiettare immagini che piacciano, provochino o seducano. Sanno che amare è diverso dall’agire come se si amasse, e che vi è differenza fra essere stupidi e agire da stupidi, fra essere intelligenti e mostrarsi intelligenti. Non sentono il bisogno di nascondersi dietro una maschera e si liberano da ogni immagine non realistica di sé, così di inferiorità come di superiorità. L’autonomia non spaventa i vincenti.
Momenti di autonomia li abbiamo tutti, anche se fugaci. Ma i vincenti sono in grado di conservare la propria autonomia per un tempo sempre maggiore. Anche se possono perdere terreno e sbagliare, tuttavia, gli occasionali regressi non distruggono la loro fondamentale fiducia in se stessi.
I vincenti non hanno paura di pensare a modo loro e di usare le proprie cognizioni, sono in grado di separare i fatti dalle opinioni e non pretendono di avere pronte tutte le soluzioni. Ascoltano gli altri e, pur tenendo nel giusto conto ciò che costoro dicono, ne traggono proprie conclusioni. Anche se sanno ammirare e rispettare gli altri, non si lasciano limitare, demolire, costringere o impaurire.
Il vincente non recita la parte dell'incapace né gioca a “biasimo”; si assume invece la responsabilità della propria vita e non concede a nessuno una falsa autorità su di lui. Sa di dipendere solo da se stesso.
Il vincente fa un giusto uso del tempo, reagisce in ogni situazione in modo appropriato, risponde ai messaggi che riceve e rispetta l’importanza, il valore, il benessere e la dignità degli altri. Sa che vi è una stagione per tutto e un momento per ogni attività:

un momento per essere aggressivi e uno per essere passivi,
un momento per stare insieme e uno per restare soli,
un momento per lottare e uno per amare,
un momento per lavorare e uno per giocare,
un momento per piangere e uno per ridere,
un momento per confrontarsi e uno per isolarsi,
un momento per parlare e uno per stare in silenzio,
un momento per affrettarsi e uno per aspettare.

Per i vincenti il tempo è prezioso e dunque non lo sprecano, ma lo vivono nel “qui e ora”. Vivere nel tempo presente non significa ignorare — il che sarebbe sciocco — il proprio passato, o trascurare di prepararsi al futuro: significa piuttosto che i vincenti conoscono il loro passato, vivono consapevoli il presente e aspettano il futuro. I vincenti imparano a conoscere i propri limiti e i propri sentimenti e a non averne paura. Non si lasciano arrestare dalle proprie contraddizioni e ambivalenze. Essendo persone autentiche sanno quando sono in collera e percepiscono quando sono gli altri a essere in collera con loro; possono dare e ricevere affetto, essendo capaci di amare e di essere amati.
I vincenti sono perlopiù spontanei. Non si sentono cioè costretti a reagire in modi predeterminati e rigidi, ma sanno quando è necessario modificare i loro piani. Hanno il
gusto della vita, amano il lavoro, il gioco, il cibo, gli esseri umani, il sesso, il mondo della natura. Senza sensi di colpa si godono i propri successi; e senza, invidia partecipano al successo degli altri. I vincenti possono divertirsi liberamente, ma possono anche rimandare il momento del piacere. Sanno disciplinarsi nel momento presente per godere di più nel futuro. I vincenti non hanno paura di inseguire quello che vogliono ma lo fanno nel modo adatto; non ottengono la sicurezza di sé prevaricando sugli altri, ma neppure si propongono di perdere.
Un vincente si interessa del mondo e della gente. Non si isola dai problemi generali; li affronta, al contrario, impegnandosi con passione per migliorare la società. Perfino
di fronte ad avversità di portata nazionale e addirittura internazionale l’immagine che un vincente ha di sé non è quella di una persona impotente: si adopera piuttosto per rendere il mondo una dimora migliore.


PERDENTI

Sebbene si “nasca per vincere”, si nasce anche indifesi e totalmente dipendenti dall’ambiente. I vincenti riescono a passare dalla totale impotenza all’indipendenza e quindi alla interdipendenza. I perdenti non ci riescono. A un certo momento cominciano a evitare di assumersi le proprie responsabilità.
Pochi — si e già detto — sono vincenti o perdenti in assoluto. Per lo più, si e vincenti in alcuni campi e perdenti in altri. E l’essere perdenti o vincenti dipende anche dagli avvenimenti vissuti nell’infanzia.
Una mancata risposta ai bisogni di dipendenza, una scarsa nutrizione, la brutalità, poco felici rapporti affettivi, malattie, delusioni continue, cure fisiche inadeguate ed eventi traumatici sono alcune fra le molteplici esperienze che possono contribuire a creare dei perdenti. Simili esperienze interrompono, arrestano, impediscono il normale progresso verso l’autonomia e l’autorealizzazione. Per far fronte alle esperienze negative, sin da bambini si impara a manipolare sia se stessi che gli altri; e in seguito e difficile riuscire ad abbandonare tali tecniche manipolative che diventano spesso modelli stabili di comportamento.
Un vincente si impegna per disfarsene, i perdenti ci si aggrappano. Parlano di se stessi come di persone di successo ma ansiose, si sentono in trappola, si sentono infelici. Oppure parlano di se come di persone totalmente sconfitte, senza scopo, incapaci di andare avanti, morte a metà o annoiate a morte. Non si rendono conto che nella maggior parte dei casi sono stati loro a costruirsi la propria gabbia, a scavarsi la fossa, ad annoiare se stessi.
Un perdente vive raramente nel presente, piuttosto lo distrugge concentrandosi sul passato o su aspettative future. Vivendo nel passato, indugia sui bei tempi andati o sui suoi guai trascorsi; si aggrappa comunque sempre nostalgicamente alle cose come erano allora. Il perdente si lamenta per la cattiva sorte, si compiange e butta sugli altri la responsabilità della sua vita insoddisfatta. Biasimare gli altri e assolvere se stessi sono due cose che fanno spesso parte dei giochi dei perdenti. Il “se soltanto...” è la recriminazione del perdente che vive nel passato:

« Se soltanto avessi sposato qualcun altro... »
« Se soltanto facessi un lavoro diverso... »
« Se soltanto avessi terminato gli studi... »
« Se soltanto fossi stata più bella... »
« Se soltanto mio marito avesse smesso di bere... »
« Se soltanto fossi stata ricca... »
« Se soltanto avessi avuto dei genitori migliori... »

Chi vive nel futuro sogna il miracolo che gli consenta di vivere felice e contento per sempre. Anziché vivere la propria vita, aspetta che la salvezza arrivi per magia: “come sarà bello quando...”:

« Quando arriverà il principe azzurro, o la donna ideale... »
« Quando avrò finito gli studi... »
« Quando i figli saranno cresciuti... »
« Quando inizierò il nuovo lavoro... »
« Quando il capo creperà... »
« Quando verrà il mio momento... »

C’è dunque, da una parte, chi vive nell’illusione di una salvezza magica; ma c’è anche chi vive costantemente nel timore di una futura catastrofe. Fantasticano su aspettative del tipo “cosa mi succederà se...”:

« Cosa mi succederà se perdo il lavoro... »
« Cosa mi succederà se divento pazzo... »
« Cosa mi succederà se mi butto nella mischia... »
« Cosa mi succederà se mi rompo una gamba... »
« Cosa mi succederà se non gli piacerò... »
« Cosa mi succederà se farò un errore... »

Chi continua a concentrarsi solo sul futuro, vive il presente in continua ansia. E' ansioso per cose che egli stesso anticipa, reali o immaginarie: impegni, conti da pagare, rapporti amorosi, crisi, malattie, pensionamento, il tempo e così via. Troppo preso dall’immaginazione si lascia sfuggire il presente e le sue possibilità reali, perché la mente e occupata da cose che non hanno rapporto con l’oggi. L’ansia impedisce di cogliere la realtà presente, per cui non si è più in grado di vedere, ascoltare, sentire, gustare, toccare o pensare in modo completo.
Incapaci dunque di percepire la situazione presente secondo la piena potenzialità dei loro sensi, i perdenti hanno percezioni non esatte o incomplete. Vedono se stessi e gli altri come attraverso una lente deformante che impedisce loro di affrontare la realtà in modo efficace.
I perdenti simulano, manipolano, perpetuano vecchi ruoli dell’infanzia. Investono le loro energie a celarsi dietro una maschera, per offrire all’esterno un volto diverso. Scrive Karen Horney: « Favorire il falso sé è una cosa che avviene sempre a spese del sé reale; trattiamo quest’ultimo con disprezzo o al massimo come un parente povero ». E di fatto, per i perdenti che simulano, la loro esibizione è spesso più importante della realtà.
I perdenti reprimono le loro capacità di esprimersi adeguatamente secondo tutta la gamma dei propri comportamenti. Non riescono neppure a vedere le grandi possibilità a loro disposizione per una linea di vita più produttiva, più appagante. Impauriti delle novità tendono a mantenere lo status quo, sono ripetitivi, perpetuando non solo i propri errori ma spesso anche quelli delle loro famiglie e della loro cultura.
Per un perdente è difficile sia dare che ricevere affetto, e quindi impegnarsi in rapporti intimi, onesti e aperti con gli altri. Da una parte cerca di manipolarli in modo che soddisfino le sue aspettative; dall’altra dirige spesso le sue stesse energie a soddisfare le attese altrui.

Inoltre i perdenti usano la loro intelligenza perlopiù in modo distorto, per raziona1izzare e intellettualizzare all’eccesso. Quando razionalizzano, trovano scuse per rendere plausibili le loro azioni, quando intellettualizzano, cercano di sopraffare gli altri con la propria dia1ettica verbale. Gran parte del loro potenziale rimane quindi assopito; non realizzato, non riconosciuto. Come il “principe ranocchio” della favola, sono legati da un incantesimo e la loro vita non è quella che poteva essere.

dal libro "Nati per vincere" di Muriel James e Doroty Jongeward.

21 marzo 2008

Un desktop ... surreale

Hai voglia di dare un tocco surreale al tuo desktop ?


1 - collegati al sito www.mikebonnell.com
2 - clicca su un numerino a scelta
3 - scorri la pagina

Scelta l'immagine,
4 - clicca sulla risoluzione del tuo schermo (800x600 o 1024x768 eccetera)
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7 - conferma con un clic sul pulsante "Imposta sfondo ..."
In alternativa, continua a navigare nel sito,
usando il pulsante fluttuante "MENU" posto in alto a sinistra.

P.S.: per conoscere la risoluzione del proprio schermo,
1 - clicca con il tasto destro su un punto vuoto del desktop,
2 - clicca sulla voce "Proprietà" o "Personalizza"
3 - clicca sulla scheda "Impostazioni" o voce "Impostazioni Schermo"

20 marzo 2008

Come far navigare con sicurezza i bambini e ... gli alunni



Internert è una "giungla".
Ovvero si possono trovare e ammirare le moltissime e bellissime risorse che offre, ma nello stesso tempo si possono fare degli sgradevolissimi incontri.
Per proteggere e far navigare in modo più sicuro i vostri bambini,
dal sito ilveliero.info è possibile scaricare un programma (un browser) che permette di navigare solo su siti sicuri.
Siti che sono scelti da esperti e che eventualmente potranno essere aggiunti a discrezione di chi ne fa uso.
Il programma è di uso gratuito per le famiglie e può essere scaricato da qui
mentre la versione per le Scuole, scaricabile da qui è gratuita per 10 giorni. Per l'acquiso consultate questa pagina: acquisto ilveliero

Per avere maggiori informazioni potete consulare le videoguide,
oppure stampare e leggere con tutta tranquillità il manualefamiglia in PDF.

19 marzo 2008

Pubblicata la nuova edizione di "PC da zero" - (scaricala gratuitamente)

E' uscita la nuova edizione del libro "PC da zero" aggiornato al sistema operativo Windows Vista e ai programmi Word, Excel e Powerpoint 2007 e Internet Explorer 7.
La prima edizione del libro si trova nella classifica delle prime dieci opere più vendute di Lulu.com e la versione elettronica è già stata scaricata da oltre 10.000 utenti.
Da questo link: PC da Zero - Edizione 2008 oltre ad acquistarlo è possibile scaricare l'intero libro in formato elettronico.
Per maggiori informazioni riguardante l'acquisto vedi I libri di PC da zero

02 marzo 2008

Il sentiero della compassione

La compassione ha inizio alla sorgente della vita.
Quando la consapevolezza di sé si è fatta profonda, quando va a sfiorare la fonte della vita, la compassione affiora spontaneamente. La consapevolezza l’ha animata. La compassione è la qualità che mostrano coloro che sanno esprimere gentilezza in tutta libertà. Per sua natura non richiede sforzo, non è mai superficiale. E una coscienza empatica che veicola pietà sul disagio altrui e vuole alleviarlo. Di tutte le emozioni che la psiche umana può generare, la compassione è la più delicata e la più gratificante.
Come tutte le emozioni di tenerezza, se viene descritta con fede, la compassione si risveglia nell’ ascoltatore. Nel Mercante di Venezia Shakespeare mette in bocca a Porzia queste parole:

La qualità della compassione non è forzata
Ma cade come dolce pioggia dal cielo
Su ciò che è sotto. Due volte è benedetta:
Benedice chi dà e chi riceve.
Potente fra i potenti, fa il monarca in trono
Migliore della sua corona.
Lo scettro suo mostra la forza del potere
Temporale, i solenni attributi di maestà,
Là dove risiede il timore dei re;
Ma la compassione sovrasta il dominio
Dello scettro, incastonata nel cuore dei re,
E di Dio stesso un attributo.


Pietà, compassione e gentilezza non sono eventi casuali del sentire umano. Sono cresciute in un ambito di tendenze universali della natura in accordo con il processo di evoluzione. Tutti gli organismi viventi hanno modelli di comportamento tendenti a porre l’insieme al di sopra dei singoli interessi. Le cellule lavorano non per se stesse, ma per l’integrità del tessuto di cui fanno parte. Analogamente, i tessuti lavorano di concerto per mantenere l’integrità degli organi e gli organi, a loro volta, mantengono l’integrità di tutto l’organismo. Secondo la biologia moderna, si tratta di una sorta di altruismo geneticamente programmato. Qualsiasi parte di un organismo vivente è pronta a morire per proteggere l’integrità genetica dell’entità maggiore.
Per me questo processo è la radice della compassione, poiché ogni cellula «empaticamente» percepisce i bisogni di tutte le altre cellule e automaticamente risponde a essi. Come caratteristica umana, la compassione è qualcosa di maestoso, ma mostra anche la sana continuazione di un istinto naturale fondamentale. Senza compassione non vi è guarigione. Essa è una motivazione interiore del corpo e risveglia il desiderio di stare bene. Quando questa qualità è carente, interviene il medico. Senza compassione, le sue capacità tecniche possono far poco. Il flusso di compassione che parte dal medico mette in movimento una complessa serie di reazioni biochimiche e sono loro, in definitiva, che portano a compimento la cura a livello della fisiologia.
Ha ragione Norman Cousins quando, descrivendo i pazienti, fa riferimento alla loro «ampia gamma di bisogni emotivi; vogliono essere rassicurati, ascoltati, sentire che per il medico c’è una grande differenza se loro vivono o muoiono. Vogliono sentirsi nei pensieri del medico». Questo ultimo punto, essere nei pensieri del medico, trovo che sia l’aspetto più influente nell’ambito della professione. Il dato richiede da parte del dottore un flusso di sentimento al livello più sottile. E una richiesta di compassione alla fonte della vita.
La compassione non è comune altruismo. Alla fin fine è un meccanismo funzionale a se stesso, poiché risana e rinnova la persona che la dà. Guarisce il guaritore. Avere carenze di compassione significa essere isolati dalle emozioni degli altri, e questa è una condizione pericolosa e foriera di malattie. Anche se la compassione è innata, vuole crescere ed evolvere; quindi può essere coltivata. In questo passaggio, il lama buddista tibetano Tarthang Tulku Rinpoche parla di come coltivare la compassione:

Tutte le cose sono profondamente collegate. Una volta compreso questo, ogni rapporto diventa basato sul sentimento d’amore, non amore calcolato ma una naturale amicizia verso tutti gli esseri, una naturale apertura fondata su una naturale comprensione dell’interrelazione. Con il tempo, l’idea stessa della motivazione personale scompare e ci si rende conto che, senza motivazioni o interessi personali, qualsiasi problema si possa avere è risolto. Non esiste alcun problema individuale.

Trovo che queste parole siano una grande fonte d’ispirazione poiché dimostrano che l’ideale condizione mentale, «non ho problemi», si sviluppa in quanto semplice elemento della vita. Non vi è spazio né fatica; tutto quello che è necessario, come afferma successivamente Tarthang, è vedere gli altri come parte della propria vita:

Più vengo a sapere di problemi altrui, più i miei problemi si risolvono automaticamente. E importante osservare i problemi degli altri... La conoscenza dell’altro incrementa la conoscenza di sé; la conoscenza di sé incrementa la compassione; la compassione incrementa la conoscenza dell’altro. E un cerchio ristretto, nel quale si può entrare soltanto abbandonando le eccessive preoccupazioni per i propri problemi.

Le varie scuole della moderna psicologia del profondo, a partire dalla psicoanalisi, hanno, in un certo senso, commesso l’errore di sostenere questa eccessiva preoccupazione per i propri problemi. A livello della società, l’Oriente può non avere realizzato i suoi ideali di illuminazione, ma è stato beneficato dal concetto, che è parte della più ampia idea di illuminazione, secondo cui ognuno è dedicato a tutti gli esseri senzienti. Lo stesso Buddha è universalmente conosciuto come «il compassionevole». L’attaccamento ai propri problemi non è un segno di sviluppo di sé. E l’inizio, al contrario, di una visione stentata e ristretta cui la compassione mostra la via d’uscita.
Agli occhi della compassione, siamo tutti uguali. Siamo parte della vita infinita dell’universo e meritiamo un uguale posto in esso. Questa realtà è stata osservata con chiarezza ogni volta che è stata resa trasparenza alle porte della percezione; meglio che dalle mie parole, però, quello che intendo dire può essere espresso dai versi del grande poeta bengalese Rabindranath Tagore:

Upagupta, discepolo del Buddha,
dormiva fra la polvere
presso le mura di Mathura.
Erano spenti i lumi, chiuse le porte
ed erano nascoste le stelle
sotto il denso cielo d’agosto.
Di chi erano quei piedi dalle cavigliere
tintinnanti che d’improvviso
gli toccarono il petto?
Si svegliò pieno di stupore
e la lampada di una donna
illuminava i suoi occhi clementi.
Luccicante di gioielli, la danzatrice
ammantata d’azzurro era là,
ebbra del vino della sua giovinezza.
Abbassò il lume e vide il giovane volto
d’una bellezza austera.
«Perdonami, giovane asceta», disse la donna.
«La polvere del suolo non è il giusto letto
per te. Vieni, per gentilezza, a casa mia.»
Rispose il giovane asceta: «Donna,
va’ per la tua strada.
Quando sarà tempo verrò».
La nera notte mostrò i denti
nella luce improvvisa di una folgore.
Da un angolo di cielo ruggì la bufera
e la donna tremò
come per un pericolo misterioso.
Meno di un anno dopo era una sera d’aprile
e nella stagione di primavera
gli alberi della via erano tutto un germoglio.
Nel tepore ondeggiavano lontane
allegre note di flauto.
La gente di città era andata nel bosco
per la festa dei fiori.
Dal cielo la luna piena osservava
le ombre della città silente.
Camminava il giovane asceta
nell’erma via, mentre sopra il suo capo,
dai rami dei manghi, cuculi innamorati
lanciavano il loro insonne lamento.
Sotto il bastione, oltre le porte cittadine,
s’arrestò Upagupta.
Era forse una donna
quella stesa ai suoi piedi
all’ombra del bosco di manghi?
Colta da una pestilenza nera
il corpo piagato dal vaiolo,
rapidamente scacciata dalla città
per scacciare il suo velenoso contagio.
Sedutosi accanto a lei,
l’asceta le prese il capo fra le ginocchia.
Con acqua le bagnò le labbra
e le unse il corpo con balsamo di sandalo.
«Chi sei tu, magnanimo essere?» chiese la donna.
«Il tempo ch’io venissi da te è arrivato»,
rispose il giovane asceta.
«E sono qui.»

Deepak Chopra da "La mia via al benessere"

immagine da
Marc Shandro

27 febbraio 2008

Usare il PC per esprimere l'artista pittore che è in noi

Per chi vuole scoprire ed esprimere la propria vena artistica di pittore usando il PC, pubblico "qui sotto" un interesantissimo ed esclusivo articolo di Paola alias Pam (clicca sulle immagini per ingrandirle)

Fino a poco tempo fa una persona dotata di fantasia e con buona manualità poteva decidere di fare il pittore.
Pittore non inteso come si dice a Roma = imbianchino, ma pittore artista che esprimeva le sue capacità su tela, legno, muro e tutto quello che gli capitava sotto mano.
Ora, pur continuando ad esistere questa forma di espressione nelle forme tradizionali, con l'avvento del pc anche gli artisti hanno a disposizione un nuovo mezzo di espressione.

Anch'io, da brava dilettante, mi sono sempre cimentata con la pittura tradizionale: olio, tempera, acrilici, acquarelli, pastelli ecc. ecc.
Ora mi sono modernizzata e mi esprimo anche attraverso il pc con delle nuove forme di espressione.
Ho iniziato circa 8 anni fa a manipolare un software di grafica e non avendo nessuno che mi insegnasse, sono andata per tentativi finché ho imparato a giostrarmelo per i miei usi.

I miei lavori non saprei come definirli, sono dei collage fotomontati fatti con parti di fotografie e oggetti assemblati ritagliati da altre immagini, applico degli effetti speciali e dei filtri, aggiungo alle volte cornici e pennellate astratte: insomma tutto quello che alla fine porta alla creazione della mia "opera d'arte".
Per mettere alla prova le mie capacità e verificare quanto le persone gradissero i miei lavori, nel mese di agosto dello scorso anno ho partecipato al mio primo contest grafico e ho vinto il primo premio.
Da allora ho messo dei miei lavori in 7 contest realizzando 6 primi posti.
Penso di poter essere più che soddisfatta del consenso ottenuto.

Oltre a produrre questi collage, da pochissimo mi cimento anche nel painting.
Cos'è? Praticamente dipingere un quadro invece che sulla tela, sul pc.
Bisogna avere una tavoletta grafica che fisicamente è proprio un piccolo supporto di plastica in formato dall' A6 all'A4.
Questa è dotata di una penna che somiglia in tutto e per tutto ad una penna a sfera.La punta di questa penna interagisce con la superficie della tavoletta ed è sensibile alla pressione per cui tenendola in mano, si disegna o si dipinge come con una matita o un pennello.

C'è una tavolozza colori con milioni di colori e la penna ha la possibilità di diventare matita, pastello, pennello, rullo,penna, spatola. I colori si possono selezionare tra acquarelli ,pastelli a cera, gessetti od olio e si possono diluire o mantenere pastosi a seconda dell'effetto che si vuole ottenere.Addirittura si può stendere il colore direttamente dal "tubetto" digitale ed avere degli agglomerati di pasta colorata simili alla vera pasta ad olio.

Insomma il lavoro è lo stesso di quello tradizionale con il vantaggio che in digitale si può scegliere se fare asciugare subito o mantenere bagnato il colore per un migliore amalgamamento nel dipinto.
In più niente consumi di materiale (pennelli, tele, colori) e sopratutto niente mani sporche di colore e niente puzza di solventi!

Dopo essere passata a questa tecnica non potevo non interessarmi anche al "Matte Painting".
Questa è una tecnica usata in cinematografia per creare fondali. Una volta erano usate delle lastre di vetro che venivano dipinte con la scena di sfondo, ora col digitale questo sistema non si usa più ma si prepara tutto al computer.Praticamente anche qui vengono mischiate parti di foto con sapienti fotomontaggi e parti di dipinto con tavoletta grafica.

Lo scopo di questi scenari è ricreare delle ambientazioni che altrimenti sarebbero impossibili nella realtà per l'inesistenza dei luoghi o i costi troppo elevati per girare le scene in luoghi reali.Un esempio di queste scene si vede nel film "Il signore degli Anelli" dove tutte le scene e i luoghi fantastici sono creati col "matte painting" al computer.
Adesso dopo tante parole direi di passare all'esposizione dei miei lavori:
i primi 4 e l'ultimo in basso, sono le opere con cui ho vinto i contest grafici a tema (rispettivamente: carnevale- 2 per S.Valentino - estate - la frutta).
La quinta, sesta e settima opera, sono dipinti eseguiti con la tavoletta grafica e quello qui in alto è un mio "matte painting".
Il luogo è l'interno del Duomo di Orvieto ambientato in una rappresentazione drammatica di abbandono e degrado.
Sperando che i miei lavori siano stati di vostro gradimento vi saluto e vi ringrazio dell'attenzione che mi avete dedicato.
Paola alias Pam

16 febbraio 2008

Democrazia , dal greco: Governo del Popolo ...


Considerato:

che il termine Democrazia (dal greco: Governo del Popolo) non si presta ad equivoci interpretativi per cui, in regime democratico, ad ogni membro del corpo politico devono essere attribuiti la titolarità e l’esercizio del potere sovrano;

che la forma storicamente assunta dall’ordinamento politico democratico, quella rappresentativa, riconosce formalmente al popolo la titolarità del potere sovrano ma, attraverso il meccanismo della delega, impedisce di fatto ai cittadini di esercitarlo direttamente;

che gli strumenti di partecipazione democratica previsti in regime rappresentativo (i partiti politici), invece di costituire veicolo attraverso cui la volontà dei cittadini diventa volontà dello Stato, sono diventati di fatto organizzazioni in cui prevale la volontà di ristrette elites;

che la sola democrazia politica non è sufficiente a garantire una adeguata democratizzazione della società per cui occorre che il metodo democratico partecipativo sia esteso anche alla sfera socioeconomica (democrazia economica, industriale, fiscale);

che è dovere di ogni spirito autenticamente democratico contribuire affinché la forma storicamente assunta dai regimi democratici evolva verso l’attuazione concreta del significato etimologico del termine democrazia;

per questi motivi: il Movimento dei Democratici Diretti coerentemente con i principi della democrazia diretta e partecipativa così come espressi nella Carta dei Principi organicamente parte di questo statuto,

persegue l’obiettivo politico di modificare le istituzioni così che cittadini possano esercitare direttamente il loro potere sovrano di decidere rispetto ad ogni scelta che li riguardi in ogni ambito (politico, economico, fiscale, sociale…), nei modi e nei tempi storicamente realizzabili, al fine di edificare un mondo più pacifico, più equo e più rispettoso dell’ambiente, di ogni essere vivente, in particolare per la piena realizzazione dei diritti di ogni essere umano così come enunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

pratica da subito al proprio interno i principi e gli obiettivi che persegue al proprio esterno, implementando ogni strumento tecnico e normativo che consenta il massimo della partecipazione ad ogni singolo iscritto relativamente alla intera gestione dell’organizzazione stessa secondo lo statuto e i regolamenti che dovranno avere la caratteristica fondamentale di essere sempre sotto il controllo e modificabili in qualsiasi momento dagli iscritti secondo le procedure e le maggioranze indicate nello statuto.

da art.1 Preambolo - Statuto dei Democratici Diretti

03 febbraio 2008

Come cambiare forma al tuo blog-ger !


Oggi mi sono deciso.
Ho cambiato forma al mio blog.
Bello no !?

Se avete il vostro blog sul servizio blogger,
ecco come fare per cambiare la forma.

La forma del blog viene tecnicamente chiamata template o Modello.
Alcuni modelli li trovi direttamente sul pannello di controllo del tuo blog-ger.
E' sufficiente andare sulla scheda Modello e scegliere la sottovoce "Scegli nuovo modello".
Ma le scelte sono molto limitate.

Vediamo come avere un modello più originale e professionale.

Prima di procedere dovrai, salvare o copiare tutti i widget,
ovvero tutti gli elementi che vengono caricati solitamente sulla colonna più stretta, ovvero, le statistiche, i socialnetwork, eccetera.
Tutti i post/articoli, invece rimangono memorizzati,
e non occorre ri-postarli.

Clicca su questa pagina
mashable.com
e scegli il modello.
Clicca sul link che si trova sopra il modello.
Nel mio caso ho cliccato su Illacrimo .
Più in basso ho trovato le voci
"Demo" dalla quale ho visualizzato un esempio del modello a schermo intero,
"Descargar" dal quale ho scaricato il file del modello.

Quindi per poter procedere, scarica il file del modello.
Solitamente il file è in formato zip.
Quindi una volta scaricato, dovrai decomprimerlo,
cliccandoci sopra con il tasto destro e scegliendo la voce estrai (o similari).

A questo punto entra nel pannello del tuo blog,
clicca sulla scheda "Modello" e quindi sulla sottoscheda "Modifica HTML"

Prima di mettere mano alle modifiche,
clicca su "Scarica modello completo" e salva il modello originale.
Quest'ultimo ti servirà, se vorrai ripristinare il vecchio modello.

Ti ricordo ancora, che tutti (o quasi tutti) gli elementi verranno cancellati,
mentre i post o articoli rimangono nel database e quindi saranno subito visibili nel tuo blog "trasformato" dal cambiamento del modello.

Clicca sul pulsante "sfoglia",
vai sulla cartella dove hai scompattato il file che hai scaricato
fai doppio clic sul file/template.

Clicca sul pulsante "Carica",
clicca sul pulsante "Conferma e salva" per confermare
oppure clicca sul pulsante "Annulla" per annullare l'operazione.

Oppure prima di confermare la scelta, potrai
cliccare sul pulsante "Anteprima" (posto più in basso).
In seguito, se la scelta ti aggrada, clicca sul pulsante "Salva modello".

Per poi personalizzare i link che si trovano nella parte alta del blog,
dovrai modificare "a mano" il modello sempre dalla sottoscheda "Modifica HTML".
Ad esempio io ho modificato i link che vedi sopra:
Inizio, PCdaZero, Programmi gratis, Excel, Condividere,
in questo modo:
Dalla sottoscheda "Modifica HTML",
ho cliccato all'interno dell riquadro del codice,
da tastiera ho premuto CTRL + F
nella casella di ricerca apertasi ho digitato il nome dei link precedenti (inicio) + Invio
In questo modo ho subito visualizzato la parte di codice da modificare.

Ho modificato
href='#' in
href='http://blogdazero.blogspot.com/search/label/pcdazero'
title='Fotos' in title='PCdaZero'
Fotos in PCdaZero

Elemento fondamentale è
href='http://blogdazero.blogspot.com/search/label/pcdazero'
che dovrai personalizzarlo in questo modo:
href='http://TUOBLOG.blogspot.com/search/label/TUAETICHETTAoTAG'

... e così via per gli altri link.
Al termine clicca sul pulsante "Salva modello"

06 gennaio 2008

Fai un microcredito e ... cambia una vita

Ho letto con molto piacere l'articolo di Pierinux:
Kiva e il microcredito solidale
Mi sono lasciato trasportare dall'entusiasmo e ho subito aderito.
Invito tutti voi a leggere o rileggere il post di pierinux
e ad aderire ai progetti proposti da KIVA.

Poi se avete anche un blog o sito,
promuoveteli con un banner, come quello che vedete sulla colonna destra di questo blog (Make a loan - Change a life).



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02 gennaio 2008

I cambiamenti iniziano da noi stessi - Riduciamo la velocità su strada


E' un tema a me caro e colgo l'invito a diffondere il video segnalato dal post su oknotizie di blogticino:


Secondo l'Istat nel 2006 su strade e autostrade italiane si sono registrati 238.124 incidenti, con 5.669 morti e 332.955 feriti (fonte Istat).
In media quindi, ogni giorno si hanno 652 sinistri, con 16 morti e 912 feriti.

Ridurre la velocità può salvare delle vite umane.
I cambiamenti iniziano da noi stessi.
Da domani iniziamo a ridurre la nostra velocità (almeno di 10/20 all'ora).

immagine da reportergimmi™

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01 gennaio 2008

Un Felice 2008 ... alla ricerca della libertà perduta !


Un sincero augurio di un FELICE 2008,
e che il nuovo anno istilli in voi tutti, la ricerca di una vera libertà.

Vorrei discutere con voi del problema della libertà. È un problema complesso, che richiede un esame attento e una profonda capacita di penetrazione. Sentiamo parlare molto di libertà: libertà religiosa, libertà di fare quel che vogliamo. Sono stati scritti innumerevoli volumi sull’argomento. Ma io credo sia possibile affrontarlo in maniera semplice e diretta, e forse questo ci porterà alla vera soluzione.

Mi chiedo se vi siate mai fermati a osservare il meraviglioso bagliore del cielo a occidente quando il sole tramonta, con la luna giovane che fa capolino timidamente appena al di sopra degli alberi. Spesso a quell’ora il fiume è calmissimo e ogni cosa si riflette sulla sua superficie: il ponte, il treno che lo attraversa, la luna tenera e, col calare della notte, le stelle. E' tutto molto bello. E per guardare, per osservare, per dedicare tutta l’attenzione a qualcosa di bello, la mente deve essere libera da preoccupazioni, non è cosi? Non deve essere affollata di problemi, di ansie, di elucubrazioni. Solo quando la mente è molto tranquilla si è realmente capaci di osservare, perché allora la mente è sensibile alla straordinaria bellezza delle cose; e forse in questo c’è un elemento che indica la possibile soluzione del problema della libertà.

Orbene, cosa significa essere liberi? La libertà consiste forse nel fare quel che più ci conviene in un determinato momento - andare dove ci pare, pensare a modo nostro? Ma questo lo si fa comunque. Oppure libertà vuoi dire semplicemente essere indipendenti? Nel mondo molte persone sono indipendenti, ma pochissime sono libere. La libertà implica una grande intelligenza, non è così? Essere liberi vuol dire essere intelligenti, ma l’intelligenza non si realizza semplicemente desiderando essere liberi: essa nasce, invece, solo quando cominciate a comprendere tutto il vostro ambiente, le influenze sociali, religiose, familiari e tradizionali che in continuazione vi condizionano. Ma comprendere le varie influenze - l’influenza dei genitori, dello Stato, della società, della cultura a cui appartenete, delle vostre credenze, dei vostri dei e delle vostre superstizioni, della tradizione a cui vi conformate inconsapevolmente - comprendere tutte queste cose e liberarsene richiede una profonda capacità di introspezione. Di solito, però, vi piegate ad esse perché dentro di voi alberga la paura. Temete di non riuscire a raggiungere una buona posizione nella vita, avete paura di quello che dirà il vostro sacerdote, siete spaventati all'idea di non seguire la tradizione, di non fare la cosa giusta. Ma in realtà la libertà è uno stato mentale in cui non c’è paura, né coazione, né bisogno di sicurezza.


La maggior parte di noi desidera la sicurezza. Non vogliamo forse che ci dicano che persone meravigliose siamo, quanto siamo attraenti, o che intelligenza eccezionale abbiamo? Se non fosse così, non avremmo bisogno di esibire i nostri titoli onorifici. Questo genere di cose serve a darci sicurezza, a farci sentire importanti. Desideriamo tutti essere famosi - e nel momento in cui desideriamo essere qualcosa, ecco che non siamo più liberi.


E' importante che afferriate questo punto, poiché rappresenta l’elemento cruciale per la comprensione del problema della libertà. Nel momento in cui desiderate essere qualcuno - sia in questo mondo fatto di politica, potere, prestigio e autorità, o nel cosiddetto mondo spirituale, che esalta la nobiltà d’animo, la santità - non siete più liberi. Ma l'uomo o la donna che percepiscono l’assurdità di tutto questo e i cui cuori sono dunque innocenti perché non sono mossi dal desiderio di essere qualcuno, ebbene, costoro sono liberi. Se comprendete la semplicità di questo approccio, ne vedrete anche la straordinaria bellezza e profondità.


Dopo tutto, la funzione degli esami è proprio quella di assicurarvi una posizione e fare di voi qualcuno. I titoli, il prestigio, la conoscenza, vi incoraggiano in questa direzione. Avete notato che genitori e insegnanti vi dicono che è vostro dovere diventare qualcuno nella vita, che dovete avere successo come vostro zio o vostro nonno? O magari alcuni di voi cercano di imitare l’esempio di qualche eroe, di essere come i Maestri, i santi; e in tal modo, non siete mai liberi. Sia che seguiate l'esempio di un maestro, di un santo, di un insegnante, di un parente, sia che aderiate a una determinata tradizione, tutto ciò contiene implicitamente un’esigenza, da parte vostra, di essere qualcosa; e solo se comprendete veramente questo punto, può esserci libertà.


La funzione dell’educazione è dunque di aiutarvi sin dall'infanzia a non imitare nessuno, ma essere sempre voi stessi. E questo è difficilissimo: non importa se siete brutti o belli, invidiosi, o gelosi, siate sempre voi stessi, ma siatene consapevoli. Essere voi stessi è molto difficile perché credete di essere ignobili e pensate che, se solo poteste trasformare ciò che siete in qualcosa di nobile, sarebbe meraviglioso; ma questo non accade mai. Se invece esaminate e comprendete ciò che effettivamente siete, allora nella comprensione stessa è già presente una trasformazione. Dunque la libertà consiste non nel cercare di diventare qualcosa di diverso da ciò che si è, né nel fare qualunque cosa vi passi per la testa di fare, e neanche nel seguire l’autorità della tradizione, dei genitori, degli insegnanti, ma nel comprendere ciò che siete attimo per attimo.


Vedete, non siete stati educati a fare questo; la vostra educazione vi incoraggia a diventare una cosa o l’altra - ma non è certo questa la comprensione di voi stessi. Il vostro «sé» è una cosa molto complessa; non è semplicemente l’entità che va a scuola, litiga, gioca, ha paura, è anche qualcos’altro che resta nascosto, che non è evidente. E fatto non solo di tutti i pensieri che pensate, ma anche delle cose che sono state inculcate nella vostra mente da altra gente, dai libri, dai giornali, dai vostri capi; ed è possibile comprendere tutto questo soltanto se non desiderate più essere qualcuno, se non imitate, se non seguite modelli altrui - il che significa, in effetti, ribellarsi all’intera tradizione secondo la quale bisogna cercare di diventare qualcuno. E' questa la sola vera rivoluzione, che conduce a una straordinaria libertà. Coltivare tale libertà è la vera funzione dell’educazione.


I vostri genitori, gli insegnanti e i vostri stessi desideri vi spingono a identificarvi con una cosa o l’altra allo scopo di essere felici, sicuri. Ma per essere intelligenti non pensate che sia necessario sbarazzarvi di tutte le influenze che vi riducono in schiavitù e vi annientano?

La speranza di un mondo nuovo è presente in quelli di voi che cominciano a percepire la falsità e a ribellarsi ad essa, non, solo verbalmente, ma nei fatti. Ecco perché dovreste cercare il giusto tipo di educazione: solo crescendo nella libertà potete creare un mondo nuovo che non sia fondato sulla tradizione o modellato sulle idiosincrasie di un filosofo o di un idealista. Ma non può esistere libertà fin tanto che vi limitate a cercare di diventare qualcuno o a imitare un nobile esempio.

Da “La ricerca della felicità” di Jiddu Krishnamurti
Immagine di Still Burning


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