26 febbraio 2007

Istigazione al suicidio

Tratto da "IL Blog di Bepper Grillo"


La pubblicità delle automobili va proibita, come per il fumo. In un tranquillo week end di morte se ne è andata una parte della nostra meglio gioventù. 9 ragazzi tra i 17 e i 30 anni. Non per tragedia, non per fatalità. Per la vendita del mito della velocità. Spacciata come si spaccia l’eroina. Ma alla luce del sole. Con la complicità dei media. Nel Corriere di oggi, nella rubrica Motori: “Mercedes classe R... dai concetti innovativi che coniugano design raffinato, comfort di guida e la possibilità di andare dappertutto... in versione Amg V-Max consente di raggiungere la velocità massima autolimitata di 275 km orari”. E nell’articolo: “Prova d’autore” si magnifica la “Principessa Mégane, potenza senza freni inibitori” che ha “velocità max 236 km/h, da 0 a 100 km in 6,5 secondi”.
Le pubblicità sono al 45% di telefonini e al 45% di macchine di grossa cilindrata. Il rimanente 10% di finanziarie. Uno si indebita. Compra macchina e cellulare. E si schianta mentre parla al cellulare a 200 all’ora. Le rate rimangono agli eredi.
Il ministro Bianchi tuona con il “ritiro dei punti ai minorenni che guidano motorini e minicar”. Perchè non mette un freno anche ai tricicli? I ragazzi non c’entrano. Vanno ritirati dal mercato i maggiorenni, non i minorenni. I maggiorenni produttori di auto e i loro manager. Gli editori e i pubblicitari di velocità allucinogena.
Qual’è il limite di velocità in Italia? 110, 130? Bene, se una macchina va più veloce, va ritirata dal mercato. Chi la pubblicizza commette un reato di istigazione al suicidio. E deve andare in galera.

16 febbraio 2007

indebitamento

Caro Grillo,
una delle cose che possiamo fare è di diffondere il tuo video



Se anche tu hai un blog o un sito, inserisci questo codice (usa il copia ed incolla):
<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XLacuqgI9Ho"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XLacuqgI9Ho" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object>

e come per magia apparirà nella tua pagina il video come sopra.

02 febbraio 2007

Gli insegnanti: giù le mani dal non profit

Attiva da qualche giorno raccoglie unanimi consensi in rete: è la Petizione con cui si chiede l'esenzione dal pagamento dei diritti d'autore per le opere utilizzate nel non profit educativo e formativo. SIAE al centro


Roma - Ha già superato le mille sottoscrizioni mentre scriviamo una nuova iniziativa che chiede di rivedere le attuali normative sul diritto d'autore e il modo in cui sono interpretate dalla SIAE, una petizione che sta raccogliendo numerosi consensi anche nella blogosfera italiana.

La petizione, avviata tre giorni fa subito dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell'approfondimento Siae: paghi chi pubblica online foto di opere ripreso poi da l'Espresso, chiede che siano esentate formalmente dal versamento dei diritti d'autore le attività non profit condotte a scopo educativo, formativo e didattico.

Promossa da ANITEL (Associazione Nazionale Insegnanti Tutor e-Learning), la Petizione spiega: "Alla luce delle recenti denunce dalla Siae a siti didattici e culturali non profit per l'utilizzo di immagini digitali di pittori protette dai diritti d'autore, con richiesta di ingenti somme pecuniarie, esprimiamo all'opinione pubblica le nostre preoccupazioni di educatori e formatori. La Siae infatti, applicando "alla lettera" una legge le cui origini risalgono all'anteguerra (legge del 22/4/1941, n. 633 e successivamente adeguata con la legge 22 maggio 2004, n. 128) e non individuando alcuna differenza tra uso didattico-formativo-istituzionale e uso commerciale, pretende il pagamento di diritti d'autore su opere protette. In particolare essa sostiene che l'utilizzazione, anche parziale, di un'opera costituisce lesione del diritto morale dell'autore e che la riproduzione non autorizzata delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli stessi".

Tra le molte conseguenze di questa situazione la Petizione ne elenca quattro:
"1- qualsiasi sito scolastico o blog didattico che utilizza per puro scopo didattico file sonori, immagini protette, citazioni d'autore, rischia ingenti sanzioni e quindi la chiusura immediata
2- le rappresentazioni teatrali, i saggi di fine anno caratterizzati da sottofondi musicali alla presenza di pubblico o dei genitori sono insostenibili dal punto di vista economico
3- la realizzazione di cd rom didattici e la creazione di ipertesti sono estremamente costose
4- la libertà didattica e le specifiche competenze professionali degli insegnanti ne risultano condizionate".

Rivolgendosi al Governo, dunque, la Petizione chiede anche che gli insegnanti vengano equiparati alle categorie che possono beneficiare gratuitamente di opere artistiche nel contesto professionale, senza fini di lucro. "Chiediamo inoltre - conclude la Petizione - che le richieste vengano estese a produttori di cultura off /on line a livello gratuito e che operano nello spirito del Cooperative Learning, quali associazioni e community non profit".

Creative Commons License

notizia tratta da punto-informatico.it

Siae: paghi chi pubblica online foto di opere

di Alessandro Biancardi - Il caso di un sito non profit che proponeva foto di quadri riaccende i riflettori sulle norme italiane. Ecco cosa attendersi se si pubblica qualche immagine di troppo senza fini di lucro


Roma - Finire sul lastrico per amore dell'arte e dopo tanto tempo dedicato al proprio sito culturale-didattico. Tutta colpa di alcune fotografie (74) che rappresentano appunto le opere d'arte di artisti viventi - o morti da meno di 70 anni - utilizzate per 54 mesi. Già, perché secondo la legge sul diritto d'autore (Legge 22/4/1941, n. 633) si può essere puniti in maniera molto pesante se si "sfrutta" l'opera d'arte altrui.

Anche se si utilizza soltanto una sua riproduzione. Anche se spesso serve per illustrare l'opera e l'ingegno di quell'artista, che poi delega la Siae per riscuotere quasi 5mila euro da un proprietario di un sito amatoriale e non commerciale. Per la precisione: "L'utilizzazione, anche parziale, di un'opera costituisce lesione del diritto morale dell'autore" e "la riproduzione non autorizzata delle opere in questione lede gli esclusivi diritti patrimoniali che la legge riconosce agli autori".

Contro questa utilizzazione non autorizzata l'autore, e i suoi aventi causa, ha il diritto di far valere le proprie ragioni sia in sede penale che civile. E tutto questo vale anche per le foto sparpagliate nel web.

Una storia tanto inverosimile quanto eclatante quella accaduta ad Enrico Galavotti titolare del sito www.homolaicus.com, pagine sparse tra arte e cultura, nel quale il malcapitato utilizzava le sue conoscenze per parlare di numerosi artisti (pittori e scultori) contemporanei presentando le loro opere. Oltre, spesso, a parlarne bene, aveva pensato di farle vedere attraverso comuni riproduzioni fotografiche.

E qui sta l'inghippo; perché la Siae sembra mettere sullo stesso piano l'opera d'arte (il quadro, la scultura e quant'altro) con la sua riproduzione (se è vero però che la fotografia di un quadro può essere molto simile all'originale è anche vero che è ben altra cosa la fotografia di una scultura, solo per fare un esempio). Eppure, nonostante sia morto da più di 70 anni (non vi sono più diritti d'autore) l'opera più famosa di Leonardo, La Gioconda, riprodotta ovunque, attira ancora milioni di persone al Louvre di Parigi. Vorrà pur dire qualcosa.

Ma la legge italiana non può badare a queste simili sottigliezze e così utilizzare la foto di un'opera d'arte è vietato e si rischia di "sfruttare indebitamente l'ingegno altrui". Questo in sintesi l'amara scoperta dell'"ingenuo" amante dell'arte.

La raccomandata Siae: totale 4.700 euro
"Abbiamo rilevato all'interno del vostro interessante sito - scrive un funzionario Siae - la riproduzione di opere dell'arte figurativa protette in base alla legge italiana sul diritto d'autore (Legge 22/4/1941, n. 633) in quanto create da artisti viventi o scomparsi da meno di 70 anni. Alcune di tali opere appartengono al repertorio delle arti visive affidato alla tutela della Siae e non risulta per il loro utilizzo sulla rete Internet essere stata richiesta alla nostra Società alcuna autorizzazione".

Creative Commons License

notizia tratta da punto-informatico.it

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