29 dicembre 2011

Trovare simboli e caratteri disegnando una bozza

Mentre stai scrivendo del testo su un elaboratore testi come Word o Writer o altri programmi che permettono l'inserimento di diversi tipi di Font , può capitare di voler scrivere un simbolo.
Quindi vai sul menu inserisci simbolo e inizi la ricerca che a volte può essere lunga e tediosa!

Ebbene! Esiste un servizio online che ti permette di trovare il simbolo che stai cercando, semplicemente disegnandone una bozza.
- Vai alla pagina shapecatcher.com
- disegna nell'apposito spazio la bozza del simbolo (premi con il tasto destro e trascina)
- clicca quindi su "Recognize"
Ti verranno proposti una serie di risultati.
Sulla sinistra vedi le immagini, sulla destra vedi i caratteri che puoi copiare.
Un quadrato vuoto, sta a significare l'assenza del font nel tuo PC.
Per copiare il simbolo così trovato,
- selezionalo, copialo ed incollalo nel documento che stai elaborando.

26 dicembre 2011

Crea la tua lista dei brani musicali preferiti

Per i nostalgici delle vecchie musicassette con le quali si registravano le canzoni preferite,
ecco un sito dove rievocare virtualmente questa passione che oramai fa parte della nostra storia.

- Collegati al sito everyonesmixtape.com
- clicca sul pulsante "Create New Mix"

 - collegati al tuo account facebook, cliccando sulla relativa icona
- clicca su "Accedi" 

 - digita il tuo nome o nomignolo a scelta e clicca sul pulsante "Submint"

- clicca quindi su "Start creating and sharing mixes"

A questo punto puoi iniziare a creare la tua musicassetta virtuale.
- Clicca sul pulsante "Create New Mix"

- digita un titolo da assegnare alla musicassetta
Ad esempio digita "Canti di Natale"
- clicca sul pulsante "Save"
Nell'elenco a sinistra vedrai la tua cassetta con il titolo da te assegnato.

- ora, nella casella di ricerca, posta in alto a destra
- digita delle parole chiavi e premi il tasto "search"
Ad esempio digita "Canti di Natale"

Appariranno i risultati della ricerca.
- Trascina tutti i singoli risultati che vuoi, sopra la musicassetta

Clicca sulla musicassetta per ascoltare la musica.

Per condividere la musicassetta con i tuoi amici su Facebook,
- porta il puntatore sulla musicassetta
Appariranno dei pulsanti.
- clicca sul pulsante "condividi"

- clicca sul pulsante "F" di facebook
- clicca su "Condividi link"

Se invece vuoi pubblicare la musicassetta sul tuo sito,
- clicca sul pulsante "embed"
- e copia ed incolla il codice sulla pagina del tuo sito.

Qui sotto ti presento un video esplicativo dei passaggi da fare per usare questo simpatico servizio.

24 dicembre 2011

Argentina: un banco di prova per il collasso dell’ingegneria finanziaria

Esattamente dieci anni fa l'Argentina subì un vero e proprio collasso finanziario e politico. Dopo un decennio in cui abbiamo seguito quello che gli "esperti" del FMI, i banchieri internazionali e le agenzie di rating ci hanno detto di fare, questo è il risultato finale.

L'allora presidente Fernando De la Rua ha applicato fino all'ultimo minuto tutte le ricette del FMI, facendoci ingoiare i loro rimedi "velenosi".

Agli inizi del 2001 la situazione divenne davvero brutta quando De la Rua non poté più pagare gli interessi del "debito sovrano" argentino, anche dopo aver guidato il paese in modalità "deficit zero", tagliando spesa pubblica, posti di lavoro, sanità, educazione e servizi pubblici essenziali.

Nel marzo 2011 richiamò come ministro delle Finanze Domingo Cavallo, ruolo che Cavallo aveva già svolto per sei anni durante gli anni ‘90 sotto la presidenza di Carlos Menem, imponendo le scandalose politiche di deregolamentazione e privatizzazione del FMI che indebolirono lo stato e lo portarono dritto al collasso del 2001.

Beh, non fu proprio De la Rua a richiamare Cavallo, quanto piuttosto David Rockefeller (JPMorgan Chase) e William Rhodes (CitiCorp), che vennero personalmente a Buenos Aires per dire/ordinare al presidente De la Rua di nominare Cavallo, altrimenti...

Così a giugno 2001, Cavallo - membro della Commissione Trilaterale e protetto di Soros-Rockefeller-Rhodes - provò a dissipare il default rifinanziando il debito sovrano, che aumentò il debito pubblico di 51 miliardi di dollari, ma non evitò il collasso totale di dicembre.

Cosa successe poi? De la Rua e Cavallo difesero i banchieri e evitarono la corsa agli sportelli congelando tutti i depositi bancari. Lo chiamarono il "Corrallito", quando i titolari dei conti correnti potevano ritirare 250 pesos alla settimana (all'epoca l' equivalente di 250 dollari; dopo la svalutazione del 2002 solo 75).

L'economia argentina quasi collassò; le persone scesero per strada sbattendo pentole e padelle, urlando, chiamando tutti i banchieri “ladri, criminali, truffatori, imbroglioni”, ma i grandi cancelli di bronzo delle megabanche rimasero chiusi. Nessuno ebbe i suoi soldi indietro.

Metà dei depositi bancari erano in dollari. Anche in questo caso nessuno ebbe i dollari indietro, solo pesos a un tasso di cambio fraudolento dopo la svalutazione imposta e dopo che fu abbandonata la cosiddetta "convertibilità" della valuta che Cavallo impose dieci anni prima, ancorando il peso al dollaro ad una irreale parità di 1 a 1.

Fu chiaramente un enorme furto di beni e risparmi di quaranta milioni di argentini, orchestrato dai banchieri e appoggiato dal governo. Metà della nostra popolazione scese rapidamente sotto la soglia di povertà, il PIL si contrasse di quasi il 40% nel 2002, in milioni persero il posto di lavoro, i risparmi, le case per via dei pignoramenti, i mezzi di sussistenza e neppure una banca è collassata!

Dopo gli scontri a Buenos Aires e nelle altre città maggiori, e la repressione brutale della polizia che lasciò trenta morti sulle strade, De la Rua prese il suo elicottero sul tetto del palazzo presidenziale, la Casa Rosada, e abbandonò la nave. Nell'ultima settimana del dicembre 2001 si sono succeduti quattro presidenti, fino a che le banche, i media, gli Stati Uniti e il suo Dipartimento del Tesoro accettarono Eduardo Duhalde come presidente provvisorio. Alla fine nominò ministro delle Finanze Roberto Lavagna, membro fondatore del CARI, la versione argentina del Council of Foreign Relations.

L'Argentina è stata usata come banco di prova dall'elite per apprendere come controllare un totale collasso finanziario, monetario, bancario ed economico, e le sue conseguenze sociali adeguatamente progettate per garantire che, con il tempo: (a) i banchieri ne escano illesi, (b) l'"ordine democratico" venga ripristinato e il nuovo governo imponga un nuova rifinanziamento del debito sovrano, equilibri le cifre, e calmi la popolazione (altrimenti...), e (c) ristampi un grande sorriso sulle facce dei banchieri... Tutto come sempre!

Gli insegnamenti dell'Argentina del 2001/2003 vengono usati oggi con la Grecia, Irlanda, Spagna, Italia, Islanda, Regno Unito e Stati Uniti.

Quindi, manifestanti di "Occupy Wall Street", a me le orecchie! Non avete possibilità! I signori del denaro hanno già fatto il loro giochi finanziari in Argentina.

A un certo punto le cose andavano così male che un giornalista del New York Times, Larry Rohter, (successivamente accusato dal governo brasiliano di avere legami con la CIA) ebbe il coraggio di suggerire la divisione territoriale dell' Argentina per "risolvere" la nostra crisi del debito. Il titolo del suo perverso articolo, pubblicato il 27 agosto 2002, diceva tutto: "Alcuni in Argentina vedono la secessione come risposta al pericolo dell'economia", mirando specificatamente alla nostra regione ricca di risorse naturali, la Patagonia...

Allora le potenti élite globali finalmente trovarono il loro uomo quando Nestor Kirchner divenne presidente nel maggio 2003. Kirchner mantenne in carica il ministro delle Finanze, Lavagna, rifinanziò il debito sovrano con scadenza in 42 anni(!); pagò al FMI l'intero importo di dieci miliardi di dollari (in contanti, in dollari e senza riduzioni; cioè in assoluto lo status di creditore più favorito) senza ricevere nulla in cambio; ha indebolito ulteriormente l'esercito argentino, rincretinito l'educazione, i media e la cultura e ha terminato imponendo sua moglie Christina come successore.

Chiaramente, un sacco di lezioni sono state apprese dall'"esperienza Argentina", che tornano così utili quando si tratta di questi chiassosi e poveri europei di oggi.

Così, dieci anni dopo... nessuno vuole ballare un tango?

Di Adrian Salbuchi - Global Research
Fonte: www.comedonchisciotte.org

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