05 luglio 2009

L'autenticità

L'autenticità, come indica l'etimologia del termine, è essere se stessi, vivere la verità di se stessi; conoscersi e accettarsi.

Autenticità e sincerità sono intimamente collegate anche se, propriamente, non sono la stessa cosa. Se, per esempio, una persona crede di essere generosa e si descrive come tale, è sincera anche se è avara; le sue parole sono in accordo con ciò che lei pensa di se stessa, anche se ha un'opinione erronea di sé.

L'autenticità invece suppone una conoscenza vera di se stessi ed una presentazione di sé agli altri priva di finzione. Autentico è l'uomo che conosce e vive la verità di se stesso, non ha paura di essere chi è, accetta di coabitare con se stesso così com'è, ricco e povero, terso ed opaco, ordine e caos secondo che gli capita o gli conviene, con fedele incoerenza. L'autenticità è questo accordo interno, questa pace con la propria realtà.

Ciò non significa abdicare difronte all'opaco e al male che si hanno nell'animo e nella condotta; non significa rassegnarsi e rinunziare al loro disgusto. Rimane doveroso l'impegno di far arretrare i loro confini e di rendere sempre più tersa la propria vita.

L'autenticità è essere liberi dalla paura del giudizio degli altri, liberi quindi dal desiderio di fingere: non sentirne la necessità la voglia.

...

La persona che sceglie di essere autentica ha superato il desiderio di mentire; in pace con se stessa, non sente il bisogno di inserire veli o immagini tra la sua identità e il suo palesarsi, tra com'è e come vuol far vedere che è; si presenta, non si rappresenta; non vive sul palcoscenico né piccolo né grande. Il suo mondo non è quello della finzione e della recitazione dove è d'obbligo cambiare nome e faccia e vivere parole e gesti e panni presi a prestito. Vuole che i suoi rapporti con gli altri siano rapporti tra persone, non tra personaggi.
È una grande fortuna essere liberi dal bisogno di apparire diversi!

Perché, dopo tutto, recitare stanca; la verità è più economica; la verità è meglio perché, o prima o poi, s'impone rivelandoci o persone insincere o persone frustrate; o prima o poi non ce la facciamo più a negarla o ad occultarla; richiede troppi accorgimenti e troppo dispendiosi.

[Da "Dalle Parole al Dialogo" di Giuseppe Colombero]

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Senza dilungarmi, la penso anch'io così; non aver paura di apparire come si è, rende liberi e sicuri.

Rikitikitawi ha detto...

Vai a leggerti Pirandello.....uno nessuno centomila....

franci.1963 ha detto...

E' molto difficoltoso abbattere i muri di ipocrisie che ci si costruisce per salvaguardarsi per sopravvivere. Io ho faticato poi ho smesso di "raccontarmela su": non so dove sono, ma ci provo.

Roby ha detto...

leggendo questo capisco quanto non sono autentica ma tutt'altro.. e cmq questa si chiama anche intelligenza emotiva.. leggerò Pirandello come sopra consigliato..

p.s. secondo me una persona non può scegliere di essere autentica...

Anonimo ha detto...

veramente interessante e che dovrebbe far riflettere coloro i quali non si accettano se bassi se grassi se pelati se bugiardi se con false lacrime se pieni di promesse non mantenute se.... ma peggio coloro i quali vedono in queste macro... vezzi,permessi perche' puo', ci tiene,e... va bene cosi'.... se non si e' autentici non si e'... ergo...

Giuseppe Nicosia ha detto...

Spesso si tende ad essere autenticamente falsi ;-)

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Io mi sento autentico e mi rendo conto di sembrare presuntuoso nell'affermarlo ma non é questa la mia natura né voglio apparire tale visto che non sono tale, ma io sono quello che scrivo, e penso quello che affermo e conosco anche i miei limiti ed i miei difetti.

Coerenza ed autenticità sono importanti per me, significano potersi guardare allo specchio e sentirsi magari stanchi, ma in pace con la propria coscienza.

Stefi ha detto...

La profonda conoscenza di se stessi è un lungo cammino che richiede soprattutto coraggio oltre che vera intenzione a percorrerlo!! E' molto doloroso scoprire le proprie paure, i propri limiti e di solito si teme che, una volta affiorati, gli altri ci rifiutino.
La coerenza ne deriva di conseguenza.

Anonimo ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con Stefi: perseguendo la strada dell'autentica sincerità con tutti, ho forse preteso che gli altri, che mi hanno sempre voluta cambiare, potessero comprendere le mie paure e i miei limiti. Ma tutto è stato travisato e ho perso in un attimo tutto quanto avevo costruito in 10 anni di vita: sarebbe stato molto più facile cambiare, mentire, recitare...

cervelliamo ha detto...

molte persone si nascondono dietro una maschera costruita nel tempo, ma questa maschera alla fine cosa porterà di buono? L' autenticità è come un oggetto unico e raro, più è autentico è più ha valore Ottimo Post ;-D

Anonimo ha detto...

queste parole sono appropriate,condivido pienamente..
Una cosa da pensare è che a volte bisogna ricordarsi d come si è,mai lasciarci persuadere da un'idea che s ha degli altri,e tuttavia cercare d migliorare,d rendersi il più trasparenti possibili,xchè alla fine l'unica cosa che conta è quello che sei,nn come vuoi che gli altri t vedano

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