14 giugno 2009

Vivere è incontrare

... Come soltanto nella comunità la persona si costruisce, così soltanto in essa può conoscersi. Rifiutare la reciprocità significa non soltanto isolarsi, ma anche ignorarsi.

Il tu è quindi ben lungi dall'essere limite; è piuttosto fonte di promozione e di autopercezione. «Si è uomo con gli uomini »; per l'essere umano esistere è coesistere, crescere è crescere insieme con, lavorare è collaborare; tant'è vero che quando si dice che una persona ha un cattivo o un bel carattere implicitamente si allude al suo modo di stare con gli altri; spesso addirittura si identifica il suo modo di relazionare con la sua personalità. Rifiutare la relazione con gli altri equivale o prima o poi ad alienarsi; la negazione degli altri si traduce fatalmente nella negazione di sé. ...

È un traguardo importante giungere a pronunciare la parola Io quale espressione di chiara identità individuale, ma è ugualmente importante giungere a pronunciare la parola Noi quale espressione di chiara identità sociale.

Il diritto e la filosofia morale e sociale sono nati in questo spazio che separa o unisce l'Io e il Noi, in questa realtà degli uomini: la loro convivenza, necessità, vocazione e sfida per tutti. Tutti ci rendiamo conto della fondamentale unità del genere umano; il destino di crescere o di regredire, di realizzare un'esistenza più umana e anche un po' più bella o di ritornare ad un'esistenza selvatica, lo si gioca insieme.

[Da "Dalle Parole al Dialogo" di Giuseppe Colombero]

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