21 ottobre 2014

Pixabay - Immagini gratis e completamente libere

Granada, vista da Alhambra
Tra i siti che prediligo pixabay.com è tra quelli che si posiziona ai vertici.
Questo, perché offre immagini gratis libere senza chiedere nulla in cambio.
Io per premiarlo ho comunque deciso di pubblicizzarlo dedicandogli questo articolo.

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Mentre qui sotto trovi alcune mie foto, che su pixabay.com potrai scaricarle ad alta definizione.

L'Arena di Verona

Manarola - Cinque Terre

Il cane Jack

Oche a passeggio

Quartiere di Albaicin - Granada

Dolomiti - Il catenaccio

Dolomiti - Rifugio Preuss

Scale in pietra su natura verde

Girasole con sfondo le Dolomiti

Venezia

Venezia con passaggio di nave da crociera

Venezia - Gondola



07 settembre 2014

Viviamo su un pallido puntino blu



« Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse.
Ma per noi, è diverso. 
Guardate ancora quel puntino. 
È qui. 
È casa. 
È noi. 
Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. 
L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. 
La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.
Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. 
Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che noi si abbia una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. 
Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. 
È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. 
Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto. » Carl Sagan

05 maggio 2014

La dipendenza è profondamente disumanizzazione

 La parola "dipendenza" è immediatamente associata all'abuso di qualche sostanza: dipendenza dall'alcol, dal tabacco, dalle droghe. Sicuramente queste ultime sono quelle più diffuse e procurano un danno enorme alla società umana, ma la dipendenza di cui si discute in questa sede ha un'accezione più ampia. Secondo la psicologia buddhista, la dipendenza comprende qualsiasi bisogno compulsivo di possedere o di sperimentare qualcosa. È caratterizzata dalla convinzione che "devo avere... per essere felice". Si può essere dipendenti dall'accumulazione di capitale, dai beni materiali, dallo shopping, dal potere, dal lavoro, dai divertimenti, dal cibo o dal sesso. La schiavitù e l'ossessione che caratterizza le dipendenze restringono drasticamente la prospettiva. Esse si concentrano infatti sull'esperienza immediata, sulla gratificazione momentanea dei desideri. Direttamente o indirettamente, tendono a intorpidirci e a ridurre la nostra consapevolezza. Come spiega Ed Ayres, in questo modo la dipendenza annienta la capacità di immaginare e di essere in empatia con gli altri. "Essere umani significa invece essere capaci di immaginare, di vedere nel senso letterale del termine, di essere in empatia con gli altri così come di ascoltare i propri bisogni". La dipendenza è dunque profondamente disumanizzazione.

   Tra le forme di dipendenza più diffuse (e interconnesse) del mondo moderno ci sono quelle dalla crescita economica e dal consumo, come pure quelle, a esse collegate, dalla televisione e dalle tecnologie. A differenza di altre, queste dipendenze sono accettate e anzi incoraggiate dal capitalismo corporativo.
Come già osservato, la "crescita" quantitativa indifferenziata e l'accumulazione di capitale sono considerati gli obbiettivi economici prioritari, pur non avendo finora generato un maggiore benessere e avendo al contrario arrecato danni incalcolabili. A livello popolare si incoraggia il consumo come se fosse la chiave per la felicità. e un fiume di spot pubblicitari alimenta questa dipendenza. David Korten afferma:

Invece di insegnarci che il cammino verso la soddisfazione è
vivere al meglio grazie alla relazione con la famiglia, la comunità,
la natura e il cosmo vivente, i media asserviti alle multinazionali
non fanno che proporci una falsa promessa: quali che siano i nostri desideri,
il mercato è la via per la gratificazione immediata.
ll nostro fine è quello di consumare: siamo nati per comprare.
Incantati dalle sirene del mercato, sottovalutiamo l'energia vitale
che impieghiamo per ottenere denaro e sopravvalutiamo
i presunti benefici in termini di energia vitale derivanti dallo spenderlo. (1995)

   Così mentre la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è allettata dal sogno di un paradiso consumistico che non potrà mai raggiungere, una piccola cerchia che invece possiede i mezzi si affanna ad acquisire quanti più beni possibile.
Eppure il bisogno di consumare non è mai appagato. Chi vive nelle società consumistiche non è certo più felice oggi rispetto agli anni Cinquanta, anche se il potere d'acquisto è più che raddoppiato (Winter, 1996).
Negli Stati Uniti, la percentuale di persone che si definiscono "molto felici" è scesa dal 25 per cento del 1957 al 30 per cento di oggi (Gardner, 2001).
Ciò che caratterizza le dipendenze è proprio il fatto che i bisogni compulsivi a esse sottesi non possono mai essere soddisfatti. Questo perché il bisogno umano di gioia, amore e significato non può essere colmato da nessuna sostanza, da nessuna merce o piacere immediato.

   Nonostante questo vuoto, la sofferenza che soggiace alle dipendenze è spesso mascherata: un certo grado di negazione si accompagna sovente alla dipendenza, qualsiasi forma essa assuma.
L'alcolista che continua a bere cercherà di mantenere un'apparenza normale, e negherà che ci sia un problema.
Anche le società dipendenti dalla crescita infinita e dal consumo illimitato negano i problemi, quasi che la finitezza delle risorse si potesse liquidare con una fede cieca e irrazionale in soluzioni ancora da elaborare. In ultima analisi, la dipendenza ci costringe a vivere in una menzogna, a vivere nell'illusione.

Fonte: Il Tao della liberazione di Leonardo Boff e Mark Hathaway

14 febbraio 2014

L'esperienza del tempo e l'invecchiamento

Inizia il nuovo ciclo di 21 Meditazioni On Line con Deepak Chopra,
medico Ayurveda e massimo esperto del benessere psico-fisico.

Ecco alcuni estratti citati nel video che potrai vedere più in basso.

Per prima cosa medita ogni giorno,
impara ad entrare nell'intervallo fra i pensieri
che è il campo di tutte le possibilità,
dove non c'è spazio tempo e casualità,
e riscriverai la tua relazione karmika con il tempo.
Questa è la prima cosa.

Poi pratica la consapevolezza del momento presente.
Per diventare consapevole del momento presente.

Io personalmente uso "i tre più":
ricordo a me stesso che
- il tempo più importante della mia vita è adesso;
- la persona più importante della mia vita è quella che mi siede di fronte proprio adesso;
- e l'attività più importante della mia vita è quella che sto facendo adesso.


E poi l'ultima cosa è:
Scrivi, riscrivi la tua relazione con il tempo,
con l'essere sicuro di dare consapevolmente
piena attenzione al tempo per il sonno,
al tempo per l'esercizio fisico,
al tempo per le relazioni.
Focalizza il tempo per la creatività,
per il gioco e infine il tempo di ricreazione
o tempo per riflettere su se stessi.




12 gennaio 2014

Le stelle esistono anche a mezzogiorno!


  Proprio come non si possono vedere le stelle a mezzogiorno, benché siano sempre nel cielo, nel modello mentale occidentale non vi sono le condizioni adatte per "vedere" un modello fondamentale di unità.

  Il recente interesse della scienza per il funzionamento degli emisferi destro e sinistro del cervello può aiutarci a capire il perché.

  La cultura occidentale sul funzionamento del cervello ci dimostra che non è del tutto sbagliato affermare che "vi sono due menti", perché in effetti nella nostra testa trovano spazio due tipi di funzionamento mentale molto diversi. Gli emisferi centrali destro e sinistro differiscono come la notte dal giorno nelle loro percezioni e nel loro funzionamento.

  L'emisfero sinistro governa i centri del linguaggio e controlla la parte destra del nostro corpo; utilizza la logica e i processi di pensiero lineari per giungere a una conclusione o a una valutazione. Si concentra su ciò che è tangibile e misurabile; il pensiero dell'emisfero sinistro è la base di tutta la sperimentazione e l'osservazione scientifica. L'emisfero sinistro, più che avere una visione globale dell'interazione, tende a percepire i singoli frammenti o le parti e le loro relazioni di causa ed effetto. Si rapporta al mondo vedendolo come separato da sé, qualcosa da usare o da dominare, secondo uno stile attivo e "maschile".

  L'emisfero cerebrale destro è molto diverso: i suoi strumenti sono le immagini, più che le parole. Comprende il concetto della totalità attraverso l'intuizione, percepisce il senso del processo nel suo insieme, qualcosa che ha un'origine e un possibile sviluppo.
Nella parte destra del cervello trovano spazio ambivalenze e opposizioni. L'emisfero destro assimila un evento nel suo complesso, piuttosto che concentrarsi su una parte o su un dettaglio, e può contemporaneamente percepire e comprendere ciò che succede. Ragiona più per metafore che per calcoli matematici. La sua modalità è ricettiva e riflessiva; segue uno stile più femminile di quello dell'emisfero sinistro.

  La cultura prevalentemente maschile del mondo occidentale ha svalutato le funzioni dell'emisfero destro, impoverendo così il nostro modo di esperire la realtà, a livello sia collettivo che individuale. L'intuizione è considerata una dote "femminile"; la reazione emotiva a una situazione è svalutata e perfino per i bambini, ai quali si richiede sempre di comportarsi in modo logico.

   La nostra cultura trasmette in continuazione il messaggio che queste modalità "inferiori" siano accettate per quanto riguarda artisti, musicisti, poeti e donne, ma non per i veri uomini. Di conseguenza tutto ciò che può essere percepito e valutato per mezzo dei cinque sensi e del pensiero viene considerato di scarso valore, e molte persone a poco a poco dimenticano che cosa significa essere toccati emotivamente da una melodia, o da un simbolo, o avere un'intuizione da una realtà di base.

  In questo modo la civiltà occidentale ha portato una metà del cervello a svalutare, reprimere e dominare le percezioni intuitive dell'altra metà. Eppure, è solo attraverso l'intuizione che noi possiamo sperimentare dei legami unitari o dei modelli invisibili ai cinque sensi, così importanti nel pensiero orientale. Non c'è bisogno di andare in Oriente per diventare coscienti di questa saggezza: al contrario, dal momento che la possibilità di questo tipo di percezione è dentro di noi, e si tratta solo di risvegliarla, il viaggio in Oriente di fatto è un viaggio nella nostra interiorità.

  Per quanto importante sia la funzione dell'intelletto, essa presenta comunque dei limiti sulla questione del rapporto fra la parte e l'intero; secondo R.H. Blyth, studioso di haiku, "l'intelletto può comprendere ogni parte di una cosa come una parte, ma non come un tutto. Può comprendere ogni cosa che non sia Dio".

   Sperimentare l'eterno Tao richiede che la nostra coscienza lavori attraverso le elaborazioni dell'emisfero destro, lasciando da parte, per una volta, l'azione analitica e scettica dell'emisfero sinistro. Come osservò Goethe, noi uccidiamo ciò che sezioniamo.

  Pretendendo che ogni cosa sia analizzata dalla logica computerizzata dell'emisfero sinistro, noi sopprimiamo la vitalità dell'esperienza, uccidiamo lo spirito e neghiamo l'anima.

   Insistere sul fatto che il metodo scientifico sia l'unico strumento di conoscenza del mondo fa si che le porte della percezione si chiudano, la saggezza orientale ci sia preclusa, e il nostro stesso mondo interiore diventi a senso unico.
  Oriente e Occidente sono due facce di una stessa medaglia; rappresentano l'aspetto duplice dell'interiorità di tutti gli uomini e di tutte le donne. È una frattura che ha bisogno di ricomporsi attraverso un'unione interiore fra scienza e spirito, principio maschile e femminile, yin yang, lasciando che emisfero destro e sinistro comunichino tra loro.

Quando, con la nostra coscienza di Occidentali, riusciamo a percepire anche la realtà spirituale, allora diventiamo capaci di sentire noi stessi come individui distinti, ma nello stesso tempo correlati a un mondo più vasto; di vivere in un mondo scandito dal tempo lineare, ma anche di esperire la dimensione senza tempo di una realtà eterna della quale facciamo parte; di vedere sia con la luce del giorno che con il solo bagliore delle stelle. Allora la nostra coscienza ci appare come qualcosa di mobile, piuttosto che di fisso.

[Dal libro "Tao della Psicologia" di Jean Shionoda Bolen]

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